Con giri di 64 e 69 colpi, Wyndham Clark si è portato al comando dello US Open di Shinnecock Hills con quattro colpi di vantaggio dopo 36 buche. Sul piano sportivo c’è poco da criticare. Fuori dal campo, invece, il campione statunitense continua a suscitare opinioni contrastanti.
Clark è uno di quei giocatori che non lasciano indifferenti. Non soltanto per il loro livello di gioco, ma anche per la loro personalità e per le polemiche che spesso li accompagnano.
Negli ultimi anni l’americano si è ritrovato più volte al centro dell’attenzione per motivi diversi dai risultati. Durante il PGA Championship a Quail Hollow distrusse il suo driver in un gesto di rabbia che gli costò un avvertimento ufficiale. Qualche settimana più tardi, allo US Open, danneggiò un armadietto negli spogliatoi in un momento di frustrazione, episodio che gli valse una sospensione per il successivo torneo a Oakmont.
Tra polemiche e controversie regolamentari
Clark è stato coinvolto anche in diverse discussioni legate alle regole. All’Arnold Palmer Invitational il suo nome è finito due volte al centro dell'attenzione. Una volta per alcuni movimenti nell’erba dietro la palla, un’altra per un drop gratuito ottenuto sul fairway a causa di un marchio lasciato da una palla.
In entrambi i casi gli ufficiali lo hanno scagionato. Ma nel golf il giudizio del pubblico non si basa sempre esclusivamente sul regolamento. Spesso basta trovarsi nei pressi di una controversia per diventare oggetto di critiche.
A questo si aggiungono dichiarazioni che hanno fatto discutere. Una battuta poco riuscita durante il Par 3 Contest del Masters, critiche alle condizioni di gioco in alcuni tornei e commenti sul possibile ritorno di Brooks Koepka nel PGA Tour. Clark sembra possedere un talento particolare nel ritrovarsi regolarmente al centro dell’attenzione.
Non disdegna nemmeno le provocazioni. Al RBC Canadian Open si è presentato alla celebre «Rink Hole» con la maglia della nazionale statunitense di hockey su ghiaccio. Alla Presidents Cup 2024 ha imitato l’esultanza di Si Woo Kim pochi minuti dopo che il sudcoreano l’aveva eseguita, un gesto che ha diviso tifosi e osservatori.
Il golf ha bisogno anche di antagonisti
Dopo il passaggio di molte figure controverse a LIV Golf, il PGA Tour si è trasformato in un circuito popolato soprattutto da giocatori apprezzati e difficili da criticare. Le personalità capaci di suscitare emozioni forti, positive o negative, sono diventate sempre più rare.
È proprio questo che rende Clark un personaggio particolare. Non è un beniamino universale né un vero «cattivo». Occupa piuttosto quella zona grigia in cui spesso nascono le storie più interessanti dello sport.
Si dimentica inoltre che il 32enne ha parlato apertamente delle proprie difficoltà psicologiche e della perdita della madre, scomparsa prematuramente. Aspetti che aggiungono profondità a una figura spesso giudicata soltanto attraverso gli episodi più controversi della sua carriera.
L’anti-eroe perfetto?
Lo US Open 2026 potrebbe aggiungere un nuovo capitolo a questa storia. Clark guida la classifica con autorità e sembra completamente indifferente alle discussioni che lo accompagnano.
Che piaccia o meno, il suo nome fa parlare. E in uno sport che talvolta fatica a produrre personaggi divisivi, questo gli conferisce un ruolo particolare. Se domenica dovesse sollevare il trofeo a Shinnecock Hills, il golf potrebbe ritrovarsi con qualcosa che oggi è sempre più raro: un campione sul quale non tutti sono d’accordo.
Photo by Andrew Redington/Getty Images
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